Gwyneth Paltrow e le uova detox per la vagina

Sul sito di lifestyle Goop il nuovo trend paltrowiano è un uovo di giada da inserire nella vagina, per purificare l’utero e migliorare il tono muscolare. Con buona pace delle infezioni batteriche e del rischio di Sindrome da Shock Tossico.

Ci piacerebbe ricordarla per I Tenenbaum e Sliding Doors, o come la fantastica Pepper Potts a fianco di Iron Man. Invece Gwyneth Paltrow continua a far parlare di sé tramite il suo sito di lifestyle Goop, dove da guru della vita naturale promuove pratiche “salutistiche” esilaranti e discutibili, ma anche potenzialmente pericolose. È il caso dell’ultimo trend: inserire un uovo di giada nella propria vagina per migliorare il tono muscolare, aumentare gli orgasmi, purificare l’utero, prevenire il prolasso uterino e “aumentare l’energia femminile” in generale (qualsiasi cosa voglia dire, soprattutto se accoppiato a un detox vaginale).

Alla modica cifra di 66 $ l’una, le jade eggs sono andate a ruba su Goop come moderno esercizio di Kegel: non più contrazioni volontarie per esercitare i muscoli del pavimento pelvico, ma un oggetto grande come una pallina da golf da portare in giro durante la giornata o tenere nella vagina mentre si dorme.

Per gran parte dei consigli di vita made in Paltrow non serve neanche scomodare la scienza, ma in questo caso una ginecologa ha commentato apertamente che è una pessima idea sotto ogni punto di vista e che introdurre un corpo estraneo del genere per ore può avere conseguenze anche gravi. Soprattutto se è fatto di un materiale poroso come la giada, in grado di fare la gioia dei batteri e causare una vaginosi.

Più della metà delle infezioni vulvovaginali sono vaginosi causate da batteri e si verificano quando il microbioma vaginale (più famoso come flora batterica) è alterato. Non si tratta infatti di una comunità di batteri immobile nel tempo, ma è normalmente soggetta ai cambiamenti. Per esempio quando si fa uso di antibiotici, o quando le difese immunitarie sono più basse della norma, in caso di molti partner sessuali, se si ha appena iniziato a usare un dispositivo interno per la contraccezione, o ancora quando si eccede con le lavande vaginali o con l’igiene intima in generale. Il proliferare dei batteri anaerobici “negativi” è sempre dietro l’angolo.

Queste vaginosi si manifestano con perdite, a volte prurito e bruciore o anche dolore durante i rapporti sessuali. Generalmente non hanno complicazioni, ma possono aumentare il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili (clamidia, gonorrea, herpes), di contrarre l’HIV se si hanno rapporti con una persona sieropositiva – e viceversa aumentano il rischio di trasmetterla – e nelle donne in gravidanza sono state associate al parto pretermine e al basso peso del bambino alla nascita.

Non è decisamente qualcosa che vogliamo andarci a cercare infilando uova nella vagina. Anche se si tratta del “segreto gelosamente custodito dai reali cinesi dell’antichità, usato da regine e concubine per tenersi in forma per gli imperatori”.

Ancora più grave della vaginite è il rischio della TSS, Sindrome da Shock Tossico, una malattia rara ma molto grave causata dalle tossine prodotte dai batteri Staphylococcus e Streptococcus, che vivono normalmente nel nostro corpo. La TSS è nota a molte donne perché tra i fattori di rischio c’è l’utilizzo di dispositivi contraccettivi come diaframmi e spirali ma soprattutto quello degli assorbenti interni – figuriamoci le uova di giada – a prescindere dal materiale utilizzato per produrli, che si tratti di cotone o rayon. I sintomi sono febbre improvvisa, nausea, diarrea, dolori muscolari, stanchezza eccessiva ed eruzioni cutanee, ma se non si agisce tempestivamente la sindrome può essere fatale.

È per questo motivo che tra le indicazioni di utilizzo degli assorbenti interni si raccomanda di lavare le mani prima di inserirli, usare il livello di assorbenza minimo per il proprio flusso (più elevata è la capacità di assorbimento maggiore è il rischio), alternarli ad assorbenti esterni e non usarne mai due insieme. L’idea di infilare nella vagina un uovo di giada e lasciarcelo per le otto o più ore di una notte di sonno sembra sempre meno sicura.

Ma non è l’unica pratica paltrowiana che, dopo una grassa risata, è meglio lasciar stare. Come dimenticare il vaginal steaming, la pratica di sedersi su una sorta di piccolo trono che con l’azione di infrarossi e vapore “purifica l’utero” per soli 50$ a seduta? Per usare le parole della ginecologa Denise Willers  – in questo articolo di The Atlantic che consigliamo di leggere sul tema – “La vagina è come un forno auto-pulente”. Non ha bisogno di aiuti particolari.

Eleonora Degano

Fonte: oggiscienza.it

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