Dr. Roger Leir: Il Chirurgo degli Impianti alieni

Il dr. Roger Leir, un pediatra di Thousand Oaks, California, fondatore del FIRST ( Fondo per la Ricerca Interattiva e la Tecnologia Spaziale ) e Derrel Sims, C.Ht, R.H.A., ipnoterapista diplomato, co-fondatore del FIRST  e investigatore UFO con 27 anni di esperienza, diressero le operazioni chirurgiche con successo insieme ad un team di medici professionisti competenti e di volontari. La prima serie di  “operazioni sugli impianti” ebbe luogo il 19 Agosto del 1995, presso la clinica podiatrica del dr. Roger Leir a Thousand Oaks, California.

Pat Parrinellio, un 47enne di Houston, Texas, e Mary Jones ( pseudonimo ) 52enne, pure del Texas, avevano oggetti anomali sulle lastre dei raggi X, tuttavia entrambi coinvolti con gli UFO non  avevano avuto precedenti interventi.
Entrambi furono seguiti da Derrel Sims dello HUFON ( Capo investigatore per lo Houston UFO Network ) e affidati al dr. Roger Leir per la chirurgia, in  base  ai loro passati incontri con gli UFO e grazie ai raggi X che confermarono gli oggetti anomali.
L’oggetto di Pat fu rimosso dal dorso della sua mano sinistra, e quello di Mary dal suo alluce sinistro. Tutto senza pagare nulla.
I suddetti impianti rimossi da questa prima serie furono studiati da 2 differenti patologi, e poi spediti a vari laboratori indipendenti per analisi più estese.

I tests fatti su tali impianti erano: una valutazione di patologia del tessuto, spettroscopia tramite effetto di collasso a mezzo laser  ( LIBS ), esteso test metallurgico  con prova  di densità d’ immersione, spettroscopia depressiva tramite raggi X, microscopia  a scansione elettronica, analisi del modello di diffrazione  ai raggi X e analisi di proprietà elettromagnetiche e di fluorescenza.
Analisi sugli isotopi sono ancora in corso. Le prove furono condotte dal NIDS ( Istituto Nazionale per la Scoperta Scientifica ), New Mexico Tech, e altri istituti indipendenti.

Ma non è tutto.  Mentre questi oggetti inusuali erano sotto esame scientifico, un’altra serie di rimozioni chirurgiche ebbe luogo il 18 Maggio 1996.
Due donne si fecero avanti  in seguito a queste nuove  rimozioni e per l’ intervista e gli studi seguenti. Dorothy O’hara, una donna 61enne da PalmSprings, California, e Alice Leavy, 40enne, da Newberry Park, California; ognuna aveva oggetti simili rimossi dalla gamba sinistra.   Un ‘ altra donna, Licia Davidson, 37 anni, che aveva avuto numerosi incontri con UFO e alieni, aveva un oggetto cristallino che fu rimosso dal suo piede nel  Gennaio del 1997.

❖ Scoperte

” I ritrovamenti di queste operazioni di rimozione sono piuttosto strani ”, disse il dr. Leir: “ In tutti   questi casi non ci fu virtualmente nessuna reazione infiammatoria”.
Ciò non è normale. Normalmente, i corpi estranei incistati nei tessuti danno reazioni acute o croniche infiammatorie e possono includere fibrosi e formazione di cisti.
Questo non fu il caso che  trattiamo. I referti patologici delle prime due chirurgie rivelarono che gli oggetti metallici erano  incapsulati in una densa e spessa membrana grigia.
Essa consisteva di coagulo grigio proteiniforme, emoseridina e cheratina pura
Più semplicemente, proteine del sangue e cellule  particolari che si trovano di solito in superficie sulla pelle.

I robusti gusci che incapsulano gli impianti furono altresì trovati contenere nervi proprio-cettori,  cellule  nervose e del sangue proprie del tessuto malato in quella parte del corpo.
Questi gusci da impianti emanano una luce verde fosforescente in  presenza di luce ultravioletta.
Gli impianti delle due donne , della seconda serie, non mostrarono proprietà metalliche come quelli della prima serie. Invero, gli  oggetti biancastri sferoidali  non contenevano il duro rivestimento biologico, né davano  fluorescenza ai raggi UV.
Tali tipi di impianti ( possibilmente biologici ) pure lamentavano la mancanza di risposta infiammatoria, secondo i rapporti di patologia.

L’ oggetto di tipo cristallino, escisso dal piede nella più recente operazione,  aveva anch’ esso mancante  la dura e grigia membrana esterna e non aveva virtualmente nessuna risposta infiammatoria come negli altri impianti.
I risultati di tests sulla prima serie di operazioni rivelarono che gli oggetti a forma di ago lamellare in questione sono principalmente di origine meteorica, contenendo almeno 11 differenti elementi.
In una intervista con Alien Encounters Magazine (Numero di Luglio 1997, Gran Bretagna ) Derrel Sims fece commenti sulla mancanza di rigetto verso gli impianti:”
Sembra che la densa membrana fibrosa possa essere originata dalla pelle della persona. Se tale ipotesi è giusta, sembra che l’ oggetto metallico sia avviluppato in una guaina di materiale cheratinoso ( superficie della pelle ).
Fibre nervose poi circondano il tessuto e  sembrano collegate a nervi più importanti.
Il fatto che entrambe le persone ( dalla prima serie di chirurgia ) obiettarono verbalmente e fisicamente potrebbe essere indicazione di tale connessione al sistema nervoso.”
Mr. Sims crede che le indicazioni di un’ origine extraterrestre degli impianti siano molto forti. “ Ma”, mr. Sims concede, “ Qualsiasi cosa gli scienziati dicano su  coloro che hanno esaminato gli oggetti, questo è ciò che noi diremo.” Derrel Sims ha dichiarato che un confronto di tutti i tests deve essere fatto prima che le specifiche del caso possano essere rilasciate.
Questo è lo standard della procedura seguita in ogni impresa scientifica.
La valutazione scientifica è il nostro migliore alleato, ma  le esperienze e le opinioni dei coraggiosi individui coinvolti in queste procedure chirurgiche sono egualmente importanti.
Una serie di semplici domande furono poste ad ognuno dei volontari.  Quando fu chiesto sul come e quando i loro impianti avrebbero potuto essere collocati, Pat Parrinellio,  di Houston, Texas, pensava che il suo impianto potesse essere stato messo durante un incontro UFO che ebbe nel 1954, all’ età di 6 anni.
Mary Jones ricorda 2 incontri UFO dove il suo oggetto potrebbe essere stato inserito, nel 1969.
” Nel primo pauroso incontro UFO”, commentò Mary, ”  mi trovavo in campeggio con la mia famiglia ed ero incinta del mio terzo figlio”. Abbastanza stranamente, un mese dopo la nascita del figlio, ella ebbe un altro incontro alieno  a casa durante la notte.
Al contrario, Dorothy O’ Hara di Palm Springs, California e Licia Davidson dalla Sierra Madre, California dissero entrambe,” Non ho idea di quando l’ oggetto fu inserito.” Alice Leavy commentò  che per prima cosa notò il gonfiore sulla sua gamba a seguito di un incontro UFO che coinvolse altri testimoni a San Diego; nel 1993.  “ Io notai il bozzo ,“ spiegò Alice”, quando scopersi il marchio sulla mia gamba sinistra, dopo l’ incontro UFO.”
Se gli ” abduttori ” alieni sono responsabili degli impianti nei corpi dei loro abdotti, allora essi sanno che sono stati rimossi?

Qui venne posta la seconda domanda:”

Sperimentaste/sti avvistamenti UFO, abductions aliene, strani sogni, assenza temporale o eventi paranormali appena prima, o dopo la chirurgia sugli impianti? ( entro 1 mese). Pat Parrinellio rivelò,” Sì, una catena di strani eventi ebbe luogo con un altro testimone coinvolto nella visione di un UFO luminoso e color arancio circa una settimana prima dell’ intervento.
Dopo l’ intervento, io notai che le mie abilità psichiche sembrarono decrescere.”
Dorothy rispose, “ Circa una settimana prima dell’ intervento io ebbi un’ abduction tipo sogno col coinvolgimento di diverse persone  in una grande sala tipo spogliatoio, in fila aspettando  che ci facessero qualcosa nel collo.

Pure, proprio prima di un appuntamento per incontrare uno dei collaboratori di Derrel Sims ( a riguardo della chirurgia sull’ impianto ), io e un’ altra donna avemmo una strana esperienza. Era come essere bloccati nel tempo.
Terminò quando era piuttosto tardi per l’ appuntamento. E allora in seguito, dopo una sera che tornavo dall’ intervento, ebbi un incontro alieno, che non potei chiaramente ricordare”.
Sia Licia che Alice non ricordarono nessun strano  evento sia prima che dopo  il loro  intervento.
Mary sperimentò un raro dolore e infiammazione nel dito del piede e nel piede stesso circa una settimana prima dell’ intervento. “ In quel momento”, disse Mary, “ io seppi esattamente dove erano gli oggetti nel mio piede, potevo sentirli.”
Prima di ciò Mary non ebbe nessun dolore né sensazioni di nessun genere nel dito.
” Ciò che fu veramente strano,” ammise Mary, “ fu che nel momento che uscii dall’ auto per incontrare Derrel Sims, proprio prima dell’ operazione, il mio dolore svanì.”
La domanda che ci si può fare è questa: Ora che gli impianti son stati rimossi, gli alieni torneranno e ricominceranno a prelevare gli abdotti?

Tutti quanti, eccetto Mary, risposero con un sonoro “ Sì “. Alice discusse su una abduction che ebbe 2 mesi dopo l’ operazione: “ Io andai a letto presto per colpa del mal di testa.
Mio marito si svegliò all’ una di notte causa l’ illuminazione a giorno della mia camera.
Guardò la sveglia, si sporse per toccarmi  e non mi trovò. Paradossalmente mio marito ritornò a dormire. Il giono dopo io stavo male. Non ricordo nulla della notte, ma notai, il giorno appresso, che il mio cane aveva raspato diverse zone della mia casa, come stesse tentando di fuggire da qualcosa che lo impauriva.”

Riguardo alle modifiche della salute, dell’ umore, sogni e fenomeni psichici dopo le operazioni, tutti e cinque concordarono su qualche specie di cambiamento. Mary Jones semplicemente dichiarò che sentiva un senso di pace dopo la rimozione degli oggetti.
Dorothy commentò:” Io sentivo un enorme senso di sollievo  dopo l’ operazione. “ Licia fece notare, “ Sì, ebbi un imediato e intenso aumento del tono umorale dopo la rimozione dell’ oggetto dal piede. Il dolore scomparve e scomparve la strana sensazione di umido che circondava il mio piede.”
I cambiamenti più notevoli furono notati da Dorothy. “ Ebbi un forte effetto diuretico e persi molto peso in acqua una settimana dopo l’ operazione.

Poi la mia salute peggiorò progressivamente e sviluppai un’ angina e un edema. Tale problema cardiaco era una complicazione ricorrente da una precedente malattia che ebbi verso i  trent’ anni. Io sperimentai pure molta fatica, e scarsa concentrazione. Il disturbo durò circa un mese, dopo di che la mia energia e la salute ritornarono con maggior forza. La mia creatività e chiarezza mentale migliorarono percettibilmente. ( sono una scrittrice ).
Io ebbi  un sorprendente miglioramento della memoria  e riuscii a ricordare una precedente abduction del 1991.
In altre parole, era la prima volta che fui capace di dissolvere la memoria schermo di una abduction, sebbene ci volessero 3 giorni di sforzo mentale.
Fu difficile mentalmente e emozionalmente. Col senno del poi, dopo l’ operazione e il recupero dalla malattia, mi sentivo come disintossicata.”
Pat, d’ altra parte, notò un cambiamento soggettivo e dichiarò,” Sì, una parte di me ancora oscura ha avuto cambiamenti di paradigma mentale.”

Alice e Dorothy condivisero un comune sintomo, diversi mesi dopo le operazioni.
Alice spiegò, “ Circa 8 mesi dopo, ebbi dolori lancinanti nella gamba sinistra e notai che la cicatrice dell’ impianto era divenuta rosso brillante e doleva, e ciò durò circa una settimana.
In quello stesso periodo ebbi una forte visione precognitiva che più tardi si avverò nei dettagli.” Dorothy aggiunse; “ Sì,’ io pure notai una strana reazione nella mia gamba e nella cicatrice dell’ impianto circa 6 mesi dopo l’ operazione. Sentivo dolori nella mia gamba sinistra, specialmente nella zona dell’ impianto, la cicatrice dell’ incisione divenne rosso brillante per circa un mese.”

Potrebbero tali cambiamenti in ognuno degli individui suddetti alterare la loro opinione del fenomeno UFO dopo il fatto?
Pat ammise che egli era praticamente scettico circa le abductions prima della chirurgia. “ E adesso”, dichiarò, “ sembra che più si diventa consci del fatto più si capisce di non saperne nulla. Ma secondo me qualcosa  sta accelerando.” Dorothy concordò con Pat poiché anch’ ella pensava che il fenomeno UFO fosse un nonsenso.
In seguito ella fu conscia che:” Sono stata capace di lavorare in diversi campi nella mia vita, ora che non sono più scettica.

Ora ho un approccio più pratico e spirituale alla vita, e sono più attenta nell’ aiutare gli altri nel senso pratico, non promuovendo attività New Age o filosofie metapsichiche.” Anche Mary ammise di non aver avuto interessi né conoscenza del fenomeno abduction – UFO in precedenza.
”Persino ora,” aggiunse Mary,” Non ho reale interesse negli UFO, malgrado tutto non posso negare che esiste qualcosa nel fenomeno.”

Sia Licia che Alice avevano una buona conoscenza e credenza nel campo UFO e abductions. Licia dichiarò che la sua opinione non era cambiata.” Il miglior modo  in cui posso descrivere ciò, “ spiegò,” è che ho avuto  una fonte realmente potente delle più alte e delle più basse:”  Alice ammise, “ precedentemente io pensavo che gli alieni erano cattivi.
Ora, dopo l’ operazione, e mentre la vita e le abductions continuano, io credo che gli alieni abbiano un compito da fare. Non è un buon compito. Io credo che essi stiano solo eseguendo degli ordini.”

Allora, l’ entourage ufologico dice la verità circa quello che accade agli abdotti?
Pat dice; “ La verità è soggettiva. Io so che ci sono alcuni ricercatori che seguono la stretta via dello scoprire  ciò che sta  accadendo.”  Alice concorda che la maggioranza dei ricercatori sulle abductions riportano le cose come sono avvenute, ma c’ è una piccola eccezione. Alcuni fra i maggiori ricercatori non menzionano l’ apparente coinvolgimento dei militari.
Licia è d’ accordo con Alice; “ I massimi studiosi esaminano i maggiori indizi ma, nella mia opinione, non vogliono esser coinvolti col governo.”

Dorothy sinceramente disse,” Molte persone della comunità ufologica hanno la testa nelle nuvole e credono in una filosofia troppo benevola e spiritualmente fantastica. Non c’ è abbastanza analisi critica.
Ho imparato più dalle conversazioni fra noi abdotti che dalle letture pubbliche.” Riguardo al cover-up del governo USA  verso il pubblico sui fatti ufologici,  tutti  quanti concordarono.

Alice concluse;” Sì. Specialmente sull’ incidente di Roswell, New Mexico, 1947.
Molti degli impiantati descrissero notevoli cambiamenti mentali, psichici o di salute correlati alla rimozione dei loro impianti.
Quattro di loro descrissero un prolungamento dell’ attività di abduction aliena.Le due donne che ebbero rimossi gli impianti di tipo “ biologico” sperimentarono cambiamenti post operazione strettamente simili, con dolori acuti e arrossamento delle cicatrici operatorie per un breve periodo di tempo. La cosa importante da considerare qui è l’ intero quadro clinico. Una soverchia fiducia sulla prova fisica dei risultati degli impianti non è abbastanza per risolvere il mistero degli impianti- fatta salva la presenza aliena. Altrimenti cosa sono?
Le vite e le esperienze degli abdotti stessi ci dicono che dobbiamo fermarci e capire.
La risposta giace da qualche parte fra la scienza e il cuore della gente.

I segni

Molti sono i segni che distinguono un addotto da chi non ha mai avuto problemi di abduction: alcuni sono segni interni, legati alle esperienze vissute, ricordi indelebili ma allo stesso tempo nascosti nelle pieghe dell’inconscio, e solo alcuni esperti al mondo possono, con una certa difficoltà, rendersi conto della loro presenza.

Altri segni, invece, sono decisamente più visibili: si tratta delle famose cicatrici presenti sulcorpo degli addotti.

All’origine di questo lavoro c’è la prima storica cicatrice, scoperta e segnalata da Bud Hopkins (USA) e mostrata anche nel film Intruders, tramite il quale, con l’ausilio della finzione scenica, la sua esistenza fu resa nota ad un pubblico ancora incredulo.

Questa cicatrice è molto comune sugli addotti, anche se non sempre sembra presente.

Mi sono imbattuto per la prima volta in essa tanti anni fa, mentre stavo lavorando ad un caso che rappresentò il punto di partenza per le mie ricerche: il caso Lonzi, a Genova.

C’è un intero libro (Gli UFO nella mente) dedicato alla sua storia e non voglio, in questa sede, addentrarmi ancora una volta nella vicenda vissuta da Valerio Lonzi, che lui stessoha più volte raccontato sui network televisivi nazionali; voglio solamente mettere in risaltoalcuni particolari di questo tipo di cicatrice.

Negli ultimi anni molti mi hanno chiesto, dopo una delle tante conferenze oppure dopo aver letto qualche mio lavoro, com’è fatta questa cicatrice. Nella prima edizione del libro or ora nominato c’era anche una fotografia della tibia di Valerio, sulla quale la suddetta cicatrice faceva bella mostra di sé, ma già nella seconda edizione le fotografie erano state eliminate, per problemi di costi di stampa (?), e tale preziosa informazione era, purtroppo, diventata inaccessibile al lettore.

D’altra parte, nessun centro ufologico italiano aveva mai pubblicato studi sull’argomento e quindi nessuno, in Italia, si era mai trovato davanti ad una foto di questa “stranezza”, diventando, in tal modo, capace di appurare se sul suo corpo ci fosse qualcosa di simile.

La completa assenza dei cosiddetti centri ufologici italiani nel momento di trattare l’argomento abduction è conseguenza di una evidente ed altrettanto incomprensibile incapacità di capire cosa stia succedendo.

All’inadeguatezza personale dei sedicenti ufologi italiani si aggiunge l’idea che parlare di abduction significhi anche compromettersi di fronte alle autorità in generale, perdendo la fiducia dell’apparato governativo (fiducia che, peraltro, gli ufologi italiani hanno sempre agognata e mai posseduta – nda).

Così, fino a ieri, il Cun (Centro Ufologico Nazionale) diceva di non occuparsi di rapimenti, poi, qualche mese fa, i suoi esponenti sono usciti in edicola con uno speciale del Giornale dei Misteri dedicato all’argomento, riportando, tra altre incredibili stupidaggini, lavori copiati su Internet e scimmiottamenti di lavori del sottoscritto (ovviamente senza mai citarmi).

Il Cisu (Centro Italiano Studi Ufologici), d’altro canto, appare, oggi, troppo filo-Cicap (Centro Italiano di Controllo sulle Affermazioni del Paranormale) per poter esprimere un parere su di una questione così delicata, se non con toni spregiativi ed affermazioni negative che tutti possono rintracciare su Internet e leggere nel caso abbiano qualche problema a prender sonno.

Negli anni passati avevo più volte posto l’accento sulla strana constatazione che coloro i quali “sognavano gli alieni” non facevano soltanto tutti, immancabilmente, lo stesso sogno, ma avevano anche la stessa cicatrice, generalmente collocata sul piano tibiale sinistro, o, talvolta, sul destro.

Di questa cicatrice potrei raccontare molto, poiché molte volte mi sono trovato di fronte allo sguardo smarrito di persone che vedevano per la prima volta sul loro corpo un segno del quale, a mente fredda, non riuscivano ricordare la comparsa.

Ricordo un maschio adulto di trenta anni circa, che incontravo per la prima volta, il quale, insieme alla sua ragazza, era venuto a trovarmi, e mi stava raccontando degli strani sogni che faceva di notte.

Siccome tali esperienze oniriche avevano molto in comune con le esperienze di abduction, gli feci alcune semplici domande, tese a verificare il suo grado di conoscenza del fenomeno abduction.

Tra l’altro gli chiesi se aveva qualche cicatrice della quale non sapeva come se l’era procurata. Subito mi rispose di no; nel farlo, però, abbassò repentinamente gli occhi verso la sua sinistra.

Quel gesto poteva avere diverse spiegazioni, la prima delle quali poteva portare alla conclusione che egli avesse attivato la memoria cenestesica, cioè “delle sensazioni”, e si ricordasse la sensazione provata quando qualcuno o qualcosa aveva provocato su di lui l’eventuale cicatrice.

Un’altra possibilità era che egli fosse andato, del tutto inconsciamente, a cercare con lo sguardo una cicatrice che il suo conscio non sapeva di avere, ma il suo inconscio conosceva benissimo.

Si era guardato la gamba sinistra, e la sua ragazza lo spronò a tirarsi su il pantalone, scoprirsi la gamba e verificare.

Fece la sua comparsa una bella cicatrice a forma di bruciatura di sigaretta, della grandezza di un’unghia del dito mignolo, uguale a tante altre cicatrici di quel tipo.
Io gli chiesi:
E quella cos’è ?
E lui, verde in volto e visibilmente agitato:
Non lo so, non l’ho mai vista prima…(?)

Il soggetto appariva visibilmente perplesso, perché la cicatrice era vecchia ma lui non si era mai reso conto di averla.

Una volta uscito dall’ipnosi indotta dal dottor Moretti era accaduta la stessa cosa a Valerio Lonzi, il quale aveva appena descritto, sotto ipnosi, come questa cicatrice gli era stata prodotta.

Ecco una sintesi del suo racconto. Valerio dice di essere su di un tavolo operatorio; ha circa dodici anni, i soliti esser grigi gli sono attorno ed un apparato tecnologico, attaccato al soffitto di quello strano luogo e “fatto come un elmo di una antica corazza”, scende verso di lui.

Qualcosa gli blocca la testa e lui vede solo una piccola luce rossa che scorre ripetutamente avanti ed indietro di fronte ai suo occhi, lungo una linea orizzontale.

Nel frattempo Valerio sente che qualcosa sta lavorando sulla sua gamba sinistra.

Nella sua testa le voci telepatiche degli alieni trasmettono, nel frattempo, un messaggio dallo strano contenuto:
Stai buono: non ti facciamo niente, stiamo facendo un prelievo di tessuto osseo…
Valerio sente sempre più caldo, sempre più caldo…
Alla fine, uscito dallo stato ipnotico, non ricorda più nulla, a causa di un ordine postipnotico impartitogli da Moretti.

Valerio, chiede poi Moretti a Lonzi, cos’è quella cicatrice che hai sulla gamba?
Valerio non sa rispondere!

Dopo qualche anno mi trovo ad un convegno di ufologia organizzato dal Cun ed, al termine del mio intervento, in cui parlavo di abduction (era una delle prime volte in assoluto – nda), scendo dal palco e mi viene incontro una ragazza alta e mora, che mi intrattiene sul tema della cicatrice sulla tibia.

Cicatrice

Cicatrice

Cicatrice

Cicatrice

Mi dice che il suo ragazzo

ha la stesa cicatrice di cui ho parlato durante la conferenza, poi chiama il ragazzo, il quale, timidamente, è rimasto indietro.

Il ragazzo viene avanti, portando con sé una lastra radiografica della propria gamba sinistra e dichiara:
La dottoressa mi dice che sotto questa strana cicatrice è… come se mancasse del tessuto osseo… come se fosse stato fatto un piccolissimo prelievo di tessuto osseo….
È la conferma che cerco!

Non mi resta, a questo punto, che mostrare alcuni esempi di queste cicatrici, così che le persone interessate a verificarne l’eventuale presenza sulla propria pelle possano farlo da sole.

La cicatrice appare come un lieve avvallamento della pelle, come se il tessuto fosse statoasportato per mezzo di un’operazione di liposuzione.

A seconda della proprie caratteristiche, la pelle può presentarsi leggermente arrossata, oppure, a periodi, arrossarsi per poi tornare normale, cioè del colore di quella circostante.

A volte la cicatrice è difficilmente identificabile, in quanto non ci sono arrossamenti e l’affossamento della cute appare poco pronunciato e quasi invisibile.

Talvolta, come si vede sopra, il “prelievo di tessuto” è stato ripetuto.
Il soggetto non appare cosciente di avere quella cicatrice, anche se l’ha vista magari per nni; solo nell’istante in cui lo si fa ragionare sull’esistenza di quello strano marchio, ualcosa, dentro di lui, si muove e, per la prima volta, l’addotto si rende conto di esserlo veramente!
Di fronte a lui si apre una voragine interna, che lo inghiottisce in un colpo solo.
Ma allora… mi dice subito dopo… tutti quei sogni che facevo da piccolo… non erano ogni… tutti quegli esseri che venivano attorno al mio letto mentre i miei genitori ormivano erano veri… ma allora… ma allora… li stessi tipi di cicatrice che Bud Hopkins fotografa in America si trovano sugli addotti italiani.
Mai, come per il fenomeno abduction, sono sembrate esistere tante prove concrete e mai, come in questo caso, si è dovuto prendere atto della stupidità degli ufologi di stato, incapaci, nonostante tutto, di partecipare ad una battaglia, quella della conoscenza, che da tempo ha portato l’organizzazione a cui appartengo dall’altra parte della barricata, a rimirare immensi spazi dove governanti corrotti, militari inutili, alti prelati collusi continuano a tenere l’umanità in un’ignoranza che potrebbe rappresentare la sua futura tomba.

Le prove

Derrel Sims

Derrel Sims

l più importante investigatore del fenomeno degli impianti extraterrestri è l’ipnoanestesista e ipnoterapeuta statunitense Derrel Sims, ex – agente della CIA e capo investigatore del FIRST, acronimo di “Fund for Interactive Research and Space Technology”.
Sims è attualmente in possesso di una collezione composta da decine di artefatti rimossi dai corpi dei presunti rapiti e ha pubblicato le conclusioni delle sue indagini nel libro “Alien Hunter: The Medical and Scientific Evidence”, scritto in collaborazione con il dott. Roger Leir.
Secondo i due autori gli impianti, in quanto prove fisiche, costituirebbero una delle testimonianze più valide a sostegno della veridicità delle esperienze raccontate dai rapiti.
E’ comunque difficile, anche a detta dello stesso Sims, provare se gli impianti siano effettivamente di natura aliena visto che le indagini, da lui condotte, non hanno ancora portato ad una risposta definitiva.
“Continuano ad emergere nuovi dati”, ha dichiarato il capo investigatore del FIRST all’interno di un articolo pubblicato nella rivista brasiliana UFO, “scoperti da noi e da altri investigatori.
Noi rifiutiamo l’implicazione spirituale del fenomeno… crediamo soltanto che le evidenze siano molto forti… siamo comunque dell’opinione che qualsiasi prova, prima di poter essere relazionata agli UFO, debba necessariamente essere passata al vaglio di scienziati specializzati”.
Il Dipartimento di Medicina dell’Università di Houston, al quale il FIRST ha affidato le analisi degli impianti, ha rilevato nel nucleo interno la presenza di diversi tipi di metallo coperti da una sorta di gelatina che si innesta alla perfezione nel tessuto connettivo.
A volte, la parte esterna è costituita da un materiale simile alla ceramica. I biologi, gli etnomologi e i microbiologi che hanno effettuato le analisi, ignari della motivazione per la quale gli oggetti erano stati sottoposti ad esame, non hanno saputo spiegare il motivo della loro presenza nel corpo dei “pazienti”.
La particolarità degli impianti consiste nel fatto che questi, nonostante siano corpi estranei, non provocano alcun tipo di infezione e, in alcuni casi, sono costituiti da composti chimici che non potrebbero esistere in tale matrice.
Impianto alieno
Impianto alieno

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